Negli ultimi anni sempre più persone hanno investito in Bitcoin, Ethereum e altre criptovalute. Si tratta di un patrimonio che, in alcuni casi, può raggiungere valori molto elevati. Tuttavia, pochi si chiedono cosa accada a questi beni in caso di morte del titolare.
La risposta è semplice: le criptovalute fanno parte dell’eredità, ma la loro trasmissione presenta caratteristiche molto diverse rispetto ai beni tradizionali.
Sì.
In base agli articoli 456 e seguenti del Codice Civile, con l’apertura della successione tutti i rapporti patrimoniali del defunto si trasferiscono agli eredi, salvo quelli strettamente personali.
Anche i Bitcoin e le altre criptovalute costituiscono beni suscettibili di valutazione economica e, pertanto, possono essere trasmessi agli eredi.
A differenza di un conto corrente bancario, le criptovalute non sono custodite da un istituto che possa autorizzare l’accesso agli eredi.
Chi possiede un wallet privato controlla i propri fondi esclusivamente attraverso:
Se queste informazioni vengono perse, nessuno è in grado di recuperare le criptovalute.
Non possono farlo il notaio, il giudice, la banca o l’exchange, salvo i casi in cui le criptovalute siano custodite su piattaforme centralizzate che prevedano specifiche procedure successorie.
Può verificarsi una situazione molto frequente.
Gli eredi ignorano completamente che il defunto possedesse criptovalute oppure sanno della loro esistenza ma non dispongono delle credenziali necessarie.
In queste ipotesi il patrimonio, pur facendo parte dell’eredità, rischia di diventare definitivamente inutilizzabile.
Secondo diverse stime internazionali, una quota significativa dei Bitcoin esistenti risulta già oggi irrecuperabile proprio a causa della perdita delle chiavi private.
Chi investe in criptovalute dovrebbe considerare anche la pianificazione della successione.
È consigliabile:
L’obiettivo non è rendere pubbliche le informazioni sensibili, ma fare in modo che possano essere recuperate solo dagli aventi diritto al momento opportuno.
Oggi il patrimonio di una persona non è composto soltanto da immobili, conti correnti o partecipazioni societarie.
Sempre più spesso comprende criptovalute, wallet digitali, conti online, NFT e altri beni immateriali che richiedono una gestione specifica anche sotto il profilo successorio.
Ignorare questi aspetti può comportare la perdita definitiva di beni di valore, con gravi conseguenze per gli eredi.
Una corretta pianificazione successoria deve tenere conto anche del patrimonio digitale.
Se possiedi Bitcoin o altre criptovalute, organizzare per tempo la loro trasmissione significa tutelare i tuoi eredi ed evitare che un patrimonio costruito negli anni diventi irrecuperabile.
Lo Studio Legale Accamo offre consulenza in materia di successioni, pianificazione patrimoniale e tutela del patrimonio digitale, valutando le soluzioni più adatte alle esigenze di ciascun cliente.