Introduzione
Il gratuito patrocinio a spese dello Stato è uno strumento fondamentale previsto dall’ordinamento italiano (D.P.R. 115/2002) per garantire a ogni cittadino il diritto alla difesa, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche.
Consente, infatti, di essere assistiti da un avvocato senza dover sostenere le spese legali del processo, quando il reddito personale o familiare è inferiore a determinati limiti fissati annualmente dalla legge.
In un sistema che tutela l’uguaglianza davanti alla giustizia, il gratuito patrocinio rappresenta una garanzia concreta per chi, pur trovandosi in difficoltà economiche, deve affrontare una controversia civile, penale o amministrativa.
Cos’è il gratuito patrocinio a spese dello Stato
Il gratuito patrocinio permette di nominare un avvocato di fiducia scelto tra quelli iscritti negli elenchi speciali tenuti dai Consigli dell’Ordine, e di essere difesi senza dover anticipare onorari e spese processuali.
Tutti i costi vengono anticipati dallo Stato, che li liquida direttamente al professionista.
Si tratta di una misura di tutela costituzionale del diritto alla difesa (art. 24 Cost.), pensata per evitare che la mancanza di mezzi economici possa impedire l’accesso alla giustizia.
Chi può richiederlo
Possono essere ammessi al gratuito patrocinio:
Il requisito principale è di natura economica: il richiedente deve possedere un reddito imponibile annuo non superiore a € 12.838,01 (importo aggiornato al 2025).
Il reddito da considerare è quello complessivo del nucleo familiare, salvo i casi in cui si tratti di coniugi separati, divorziati o persone non conviventi.
Nota importante: in presenza di più procedimenti o cause connesse, il beneficio può essere riconosciuto anche per più ambiti, purché sia rispettato il limite di reddito.
In quali casi si può ottenere
Il gratuito patrocinio si applica solo ai procedimenti giudiziari, e non alle attività di consulenza o trattativa stragiudiziale.
È ammesso nei seguenti ambiti:
Non copre:
Cosa copre il gratuito patrocinio
Rientrano tra le spese a carico dello Stato:
Il cittadino non deve dunque pagare nulla al legale o agli uffici giudiziari, purché il beneficio venga concesso e mantenuto.
Come si presenta la domanda
La domanda di ammissione al gratuito patrocinio deve essere:
Documenti da allegare
L’avvocato può assistere il cliente nella compilazione della domanda, ma non può firmarla al suo posto: la dichiarazione è personale e sotto responsabilità del richiedente.
Revoca e controlli
Il Consiglio dell’Ordine verifica la correttezza formale della domanda e può richiedere integrazioni.
Una volta accolta, l’ammissione al gratuito patrocinio può essere revocata se:
In caso di revoca, il cittadino è tenuto a rimborsare tutte le spese anticipate dallo Stato.
Perché farsi assistere da un avvocato
Sebbene la domanda venga firmata dal cittadino, l’assistenza di un avvocato esperto è fondamentale per:
Lo studio legale, inoltre, può aiutare nella scelta della strategia difensiva e nella gestione completa del procedimento giudiziario, una volta ottenuta l’ammissione.
FAQ – Domande frequenti sul gratuito patrocinio
1. Il gratuito patrocinio copre anche le consulenze legali prima del processo?
No. Il gratuito patrocinio non copre le attività stragiudiziali, come le consulenze, le lettere, le diffide o la mediazione civile. Vale solo per attività giudiziarie effettive.
2. Chi firma la domanda di gratuito patrocinio?
La domanda è firmata personalmente dal cittadino che ne fa richiesta.
L’avvocato può assistere nella compilazione e nella consegna, ma non può sostituirsi nella firma o nella dichiarazione dei redditi.
3. Dove si presenta la domanda?
Presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del luogo in cui si trova il tribunale competente per la causa.
In caso di procedimenti penali, può essere presentata anche al giudice o al PM.
4. Chi sceglie l’avvocato?
Il cittadino sceglie liberamente il proprio legale tra quelli iscritti negli elenchi del gratuito patrocinio tenuti dai Consigli dell’Ordine.
L’elenco è pubblico e consultabile anche online.
5. Quali redditi si considerano per la soglia di accesso?
Si considera il reddito complessivo del nucleo familiare, derivante da lavoro, pensioni, rendite e altre fonti imponibili.
In caso di separazione o cessazione della convivenza, si valuta solo il reddito individuale.
6. Il gratuito patrocinio vale per tutte le cause?
È ammesso per procedimenti civili, penali e amministrativi, ma non per quelli manifestamente infondati o pretestuosi.
La valutazione di ammissibilità spetta al Consiglio dell’Ordine.
7. Cosa succede se dichiaro un reddito non corretto?
In caso di dichiarazioni false o redditi non veritieri, il beneficio viene revocato e il richiedente è obbligato a rimborsare tutte le spese sostenute dallo Stato, oltre a poter incorrere in sanzioni penali.
8. Il gratuito patrocinio può essere revocato in corso di causa?
Sì. Se cambiano le condizioni economiche o emergono cause di esclusione, il Consiglio dell’Ordine può revocarlo anche durante il procedimento.
9. Il gratuito patrocinio vale anche per i ricorsi o le impugnazioni?
Sì, ma va richiesto nuovamente per ogni grado di giudizio, allegando la documentazione aggiornata sul reddito.
Conclusioni
Il gratuito patrocinio rappresenta una garanzia di equità e accesso alla giustizia per tutti i cittadini.
Conoscere chi ne ha diritto, come si presenta la domanda e cosa effettivamente copre è essenziale per esercitare un diritto importante in modo consapevole.
Lo Studio Legale Accamo assiste i cittadini nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda di ammissione al gratuito patrocinio.